lunedì 5 novembre 2012

Era di luna piena -recensione di Cinzia Baldini-



Recensione a ERA DI LUNA PIENA di Tonino Colloca

Ho già avuto occasione di leggere e commentare le poesie di Tonino Colloca un poeta la cui ispirazione sensibile e versatile riesce ad emozionare profondamente il lettore.
Sfogliare, quindi, ERA DI LUNA PIENA e godere delle sue liriche, è stata una meravigliosa riscoperta e un avvincente appuntamento con una poesia di ottima qualità.
Il volume è composto da pensieri, riflessioni, appunti di un tratto di vita affrontato dopo il tramonto di un amore.
Il poeta ferma sulla carta, con lucida consapevolezza, le forti interiorità, le timorose incertezze, le profonde delusioni e i ricordi cari e dilanianti che la trascorsa esperienza ha lasciato nella sua esistenza.
Il tema ricorrente dell’amore è affrontato in maniera matura, critica, a volte molto duramente altre con un forte senso di nostalgia come in “Riposa sull’arcobaleno”:

Riposa sull’arcobaleno
questa mia anima inquieta
che, per carezzare la luna,
trascina, nella notte,
un calendario di immagini
che non posso dimenticare.
Sono i colori
della nostra illusione.

Ma il Colloca non è solo poeta dell’amore sentimentale e romantico, sensuale e appassionato, sarebbe una classificazione troppo riduttiva per un autore così particolare e talentuoso. La sua capacità creativa, infatti, riesce a raccogliere e porgere al lettore tutta la gamma di sfumature che può assumere questo caleidoscopico sentimento.
ERA DI LUNA PIENA è il canto di un uomo ben inserito all’interno della società e che, consapevole della forza del proprio sentimento, non si fa scudo con la disillusione per non soffrire ma rielabora serenamente la delusione creando liriche appassionate e appassionanti.
Il suo sguardo si posa su paesaggi illimitati, su scenari infiniti tanti quanti la vita di ogni giorno può presentarne e ne raccoglie i particolari a tutto tondo. Svela l’adeguarsi del mondo che lo circonda ai suoi stati d’animo. La sua ispirazione cavalca l’attimo e dopo una scorsa veloce al passato, scruta attenta il presente e volge il suo interesse al futuro. Non il pianto disperato di una notte buia e senza stelle ma la speranza di una nuova fulgida aurora.
Il libro si chiude con alcune poesie struggenti in cui il forte legame con il paese natio, è espresso dai ricordi legati a quell’angolo di terra calabra che gli ha dato i natali e che lo ha cullato amorevolmente per gran parte della sua infanzia. L’omaggio commovente di un figlio grato e innamorato può essere sintetizzato in “Alla mia terra di sole”:

Alla mia terra di sole
m’inchioda la nostalgia
di un tetto di paglia,
una processione di formiche,
il riposo di un gatto
nell’incavo di un albero
e notti di stelle sul mare.
Alla mia terra di sole
m’inchioda il sangue
che mi ha dato la vita.

Un artista, un poeta, un uomo ed un Maestro, Tonino Colloca, il cui animo carezzato dalla brezza del sentimento emette una melodia ancestrale, un richiamo universale che riversato nelle liriche di ERA UNA NOTTE DI LUNA PIENA affascina e incanta il lettore. I suoi versi, a mio avviso, sono realmente versi dell’anima.    


Cinzia Baldini
  
Autore: Tonino Colloca
ISBN: 978-88-905866-2-6
Euro: 14,00
    pagg. 105
Editore: Edizioni DPC
Anno 2011

martedì 2 ottobre 2012

Recensione di CINZIA BALDINI

Ecco la recensione ,della scrittrice CINZIA BALDINI,al mio volume di poesie " Ti Amo"
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"A chi mi ha amato mi ama mi amerà",a chi ho amato amo amerò"con questa dedica chiara ed esplicativa che non lascia ombra di dubbio sull'argomento scelto da Tonino Colloca si apre la silloge poetica raccolta nel volume TI AMO.Sono pagine traboccanti di emozione che si leggono prima con il cuore e poi con la mente.E' un libro che conduce il lettore "Nella luce con amore" come preannuncia il titolo della prima parte e nei versi solari e radiosi racchiude una stupenda dichiarazione d'amore che,ogni donna,vorrebbe aver ricevuto e,ogni uomo,aspirerebbe ad imitarla.
E' la voce leggiadra di un animo innamorato che non fa mistero del suo stato di grazia,anzi,lo racconta alla natura che ha intorno,lo condivide con il mondo intero,lo grida alla donna che ama.
Una donna la cui intensa femminilità dona e pretende amore.
Tonino Colloca moderno,appassionato e ardente cantore si è consacrato,anima e corpo,al culto di questo amore e scioglie sul suo altare i suoi originali versi.
E' un'ispirazione potente che,trovata la sua Musa,la immortala in versi vibranti che ci regalano intense sensazioni:Tesoro Mio
Tesoro mio
tu sei ritmo
che folleggia i miei pensieri,
sei canto in sintonia
che rifulge nell'amore,
sei riverbero di sole
che inonda luce,
sei archivio di sensazioni
dentro una conchiglia,
tesoro mio,
sei messaggero di libertà
che trasporta tenerezza.
I versi di Tonino Colloca spaziano dall'amore platonico sognato e vagheggiato nelle notti argentee di luna,in albe radiose o nei bronzei tramonti,all'amore maturo, struggente,che trasforma ogni attimo vissuto insieme all'amata in gocce incandescenti di felicità.All'amore che è desiderio intenso,febbrile,sensuale,virile.Che gode e s'inebria della reciproca passione di due corpi che si sfiorano e che da "io e te" si fondono,trasformandosi in "noi"come in Lascia Amore:

Lascia amore
che,nella primavera
china alla terra,
viva sempre
il desiderio di te.
Lascia amore
che un sole ritovato
riscaldi giorni bui,
lascia che il dubbio
si perda nell'oceano
e la storia diventi nostra.

Ma TI AMO,poichè esalta l'amore in ogni sua sfaccettatura non può non raccontare anche la malinconia,specie quando questo profondo sentimento giunge al capolinea e conclude il suo ciclo vitale poichè essendo un impulso umano non è eterno ma in continuo divenire.Ecco quindi che il poeta ci offre una seconda parte non meno belle e intensa della prima solo più pacata e riflessiva che si intitola "Nel buio con più amore" dove l'amore diventa inquietudine,trepidazione e rimpianto come ci raccontano i versi stupendi di Alla periferia del Cuore:

Alla periferia del cuore
si consuma il mio pianto
e sulla parete abbandonata
di un vecchio casolare
s'arrampica un delirio di stupidità.
Sul prato bianco
riposa il mio cinghiale
e la volontà di crederti ancora.

Non di rado nelle liriche,il poeta sceglie paragoni e similitudini in cui sono presenti animali che simboleggiano libertà,ardore,entusiasmo e in questo preciso riferimento è il cinghiale che ritroviamo anche nella lirica:Mi ritirerò come anacoreta. Forse perchè presso gli antichi Celti era simbolo di ardore,di forza e di coraggio,quell'ardore,quella forza e quel coraggio che Tonino Colloca attinge dall'amore e infonde ai suoi lettori.
Una segnalazione di merito va anche a Daniela Blasi e Mr Ferdy il Guru che hanno illustrato con gusto e originalità i versi poetici e allietato gli occhi del lettore.
Un libro particolare,quindi,dove colori vellutati,immagini provocanti,pulsioni istintive,emozioni avvolgenti e passione dilaniante si sublimano in una frase composta da due piccolissime parole di cinque lettere che contengono il senso intero del creato:TI AMO.

                              CINZIA BALDINI

giovedì 27 settembre 2012

BEPPE COSTA HA SCRITTO

BEPPE COSTA ha scritto:   (1Luglio 2012 ore.8.38)

Ciao Tonino,

raro come in un abbraccio ti racconti
e scopri in quegli occhi la tua stessa umanità

parole e gesti seguono vie naturali
il resto lo leggi negli occhi dei figli

come sostegno e mai abuso
per la fatica che fai mentre

in molti tentano d'assassinare l'arte
lanci ancore e salvagenti come puoi

ogni giorno pensi di mollare
mentre i minuti scorrono con nuove idee

per abbattere quei muri costruiti attorno
bastano quegli abbracci incatenati a pelle
per sempre

( il mio,nostro,grazie a Tonino Colloca)
\

martedì 25 settembre 2012

EMAIL di DIEGO CIMARA

EMAIL INVIATAMI DAL GIORNALISTA E SCRITTORE
DIEGO CIMARA.................certamente troppo buono

Vedi caro grande mecenate poeta,idealista,perbene ed onesto,per la serie delle affinità elettive ( io non sono che una miliardesima parte di quello che tu sei nel mondo e nell'organizzazione dei tuoi sogni)QUALCOSA CI UNISCE E QUALCOSA CI DIVIDE dall'uomo mediovale che ci circonda e con i quali (I boia-rdi di stato) lavoro ogni giorno.Quello che dovebbe contraddistinguerci da questa gente che si ruba la nostra buona fede,la nostra ingenuità tanto figlia dell'onestà e del voler vivere in pace,non è tanto la consapevolezza di non poter arrivare alla verità,ma solo alla sua ombra,alla verosimiglianza,poichè in tutte le cose che esponiamo non dovremmo pretendere di definire la verità ma soltanto la nostra opinione.

"Sempre caro mi fu quest'ermo colle,/ E questa siepe,che da tanta parte/Dell'ultimo orizzonte il guardo esclude".Il Monte Tabor,il colle dell'Infinito,è,per molti italiani,un luogo sacro,sia pure di una sacralità laica,è un condensato di affetto e di memorie,che un pò come la cappella maremmana Davanti San Guido-tema,tanti anni or sono,di un bel reportage televisivo,"un viaggio nella memoria"di Mario Soldati-fa parte indelebile del nostro vissuto esistenziale.Se fosse conveniente,per un'impresa privata o per un'azienda pubblica costruire pale eoliche sul Monte Tabor o abbattere i cipressi che "a Bolgheri alti e schietti van da San Guido in duplice filar"per spianare l'area su cui sorgerà un outlet,non sarebbe tanto facile far passare l'atto vandalico,contro la storia e la poesia,per un reato.In mancanza di una legge specifica di tutela,infatti,potrebbe venir ritenuta più che legittima una scelta motivata dal mercato e destinata a far circolare più denaro e a procurare posti li lavoro a popolazioni che non nuotano certo nell'oro:nondimeno sarebbe,altresì,innegabile che quella scelta contribuirebbe a cancellare un pezzo di storia patria e a renderci sempre più simili agli uomini di Magritte piovuti dal cielo.

Per un liberale non metafisico,non ci sono "diritti indisponibili":se il Ristorante del Cambio,in cui sembra quasi vedere,seduto al suo tavolo,il Conte di Cavour,dovesse cedere i locali a una Coop e se i politici che amministrano la città-e che,in democrazia,hanno ottenuto la maggioranza dei voti dagli elettori-fossero d'accordo,pazienza:anche quì,avremmo un altro pezzo di storia portato via da quella "forza operosa"che affatica le cose " di moto in moto/e l'uomo e le sue tombe/e l'estreme sembianze e le reliquie/della terra e del ciel traveste il tempo".

Tra i principi dell'etica liberale se ne ricordano due:"nessun pasto è gratis","non si possono fare opere(che ci sembrano)buone coi soldi degli altri".Ci sono beni,però,che appartengono a tutti e la cui destinazione va decisa democraticamente (per via diretta,attraverso il referundum,o indiretta,attraverso la rappresentanza parlamentare)da tutti.Qualora il Monte Tabor,o la piana maremmana appartenessero al demanio,i marchigiani ed i toscani,che avessero a cuore i simboli cari della nostra letteratura nazionale,avrebbero il diritto di deciderne la preservazione anche rinunciando a entrate non poco preziose in tempi di crisi e recessione.Se quei luoghi fossero in mano privata,gli abitanti delle due regioni interessate,avrebbero,del pari,a mio avviso ( a nostro avviso,anche di altri pochi poeti fatalisti come noi) il diritto di vincolarne l'uso anche a costo di recare un mancato guadagno ai proprietari.D'altra parte,se avessi un terrazzo che affaccia su Piazza Navona la mia propretà non mi darebbe la facoltà di esporvi una gigantesca bottiglia di Coca Cola,in presenza di leggi di tutela del patrimonia rtistico.Non è fuori luogo riportare ancora una volta quanto a suo tempo scriveva Schopenhauer "Il mondo degli uomini è il regno del caos e dell'errore,che senza pietà in esso governano,nel grande e nel piccolo,accanto ai quali menano la frusta anche la stoltezza e la malizia;ne consegue quindi che ogni cosa nigliore si fa strada solo a stento,le cose nobili e sagge riescono a manifestarsi e trovano efficacia e ascolto molto di rado,e perciò appunto l'assurdo e il falso nel regno del pensiero,l'insipido e il nauseante nel regno dell'arte,il male e lo scaltro nel regno delle azioni vengono disturbati solo da breve interruzione e tengono propriamente il primato;al contrario,l'eccellente in ogni specie è sempre solo un'eccezione,un caso fra milioni:esso resta ed è custodito,dopo che ha sopravvissuto all'odio dei tempi,come una meteora di un altro ordine di cose. Come episodio simbolico di questa aberrante situazione Schopenhauer riportava il fatto che per il funerale di Bach non fu possibile trovare denaro sufficiente per fare eseguire un solo canto.Ora non c'è dubbio che esistano al mondo moltissimi appassionati della tradizione musicale che va da Palestrina a Puccini,da Bach a Richard Strauss,ma è altrettanto vero che si fa di tutto per tenere i giovani il più possibile all'oscuro della sua stessa esistenza e che non si trovano i soldi neanche per farle il funerale.Non si spiega altrimenti come l'ingenua giovinetta sopra ricordata non si rendesse conto che,mentre il suo eroe è morto a settantaquattro anni in condizioni assai peggiori della sua simbolica vecchietta,pur non essendosi nutrito nè di tè,nè di pasticcini e tanto meno di chiesa,certamente Eleonora,Amina,Elisabetta,Desdemona e mille altre non erano" senza cervello,senz'anima,nè calore umano,nè spirito",eppure il loro nutrimento non era nè l'alcool nè la droga.,nè risulta che soffrissero di allergia per il fumo delle candele.Ma naturalmente la nostra giovinetta non sa niente di queste eroine,nè le hanno insegnato a collegarle ai nomi di Beethoven,di Bellini,Di Wagner e di Verdi-del resto la grande "Accademia del Suono"sembra occuparsi di tutt'altre cose! Che i giovani italiani non sappiano affatto che la loro lingua è studiata in tutto il mondo,oltre che per la presenza a Roma di sacerdoti cattolici di tutte le nazioni,per il fatto che il teatro lirico classico italiano fa ancora e sempre più furore dappertutto,è veramente scandaloso e assurdo,ma è la conseguenza dell'ignoranza e delle scelte aberranti degli stessi responsabili della culturta,non solo in Italia.Ci si stupisce poi che essi consumino la loro giovinezza nelle discoteche e che credano così di affermare la pienezza della loro umanità,a differenza della vecchietta tutta casa e chiesa che no ha nè cuore,nè cervello,nè spirito? Se consideriamo ciò che è avvenuto nella Chiesa,credo che credenti e non credenti dovrebbero stracciarsi le vesti.Non si tratta quì di opporre l'antico al moderno,ma il vero al falso,il solido all'inconsistente.
ED E'PROPRIO QUELLO CHE TU FAI,CONSAPEVOLMENTE ED ANCHE INCONSCIAMENTE,CON LA TUA TRASMISSIONE ED I TUOI PREMI|
BRAVO TONINO....CIRCONDATI DI GENTE CHE TI SOMIGLIA....

giovedì 6 settembre 2012

TRE PENSIERI

FILTRAVANO DA NUVOLE BASSE

Filtravano da nuvole basse
i raggi del primo sole
come l'ansia e la speranza
di ritrovarmi nel tuo ricordo.
Che spettacolo l'albero alto
sulla strada che non riconosco,
che tormento sulle mie labbra,
umettate dal pensiero
di saperti lontana e sola.
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UNA CONFUSIONE ENORME

Una confusione enorme
in questo mio cervello
che non conosce riposo!
Contemplo lontananze
distillando in silenzio
aggettivi e sostantivi.
Voglio comporre il romanzo
scrivendo di quell'amore
che unisce cielo e terra,
musica nella sera,
calore nella passione.
Che sia soprattutto
teatro di due ironie.
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IL RICORDO DI TE

Il ricordo di te
non ha prezzo,
cammino sulle pietre calde
di questo presente
e mi possiede il pensiero
di amore difficile
ma grande
come gli occhi di una luna.
Ai primi riverberi dell'alba
le chiome degli alberi
si illuminano di luce
come il tuo volto
che già mi vive dentro.

martedì 31 luglio 2012

CON LE ALI SPIEGATE

Per Te dal libro "Era di luna piena"
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CON LE ALI SPIEGATE

Con le ali spiegate
al di sopra della luna,
questa nostra vita
chiuderà il sipario,
liberandosi dalle chimere
del tempo e dello spazio,
dei cui disegni,non sapremo
che il groviglio delle linee.
Scenderanno le ombre
a nascondere quei sorrisi
che vengono
da un pericoloso altrove.
E questi nostri giorni
scivoleranno veloci
in uno spazio
che sta toccando la fine
e spegnerà,nel crepuscolo,
anche i rossori dell'immagine.
Non  cieli
brilleranno in lontananza,
non luce
di cui serbare memoria,
non germoglio
di fascinazione infantile,
non l'epifania
di un fatto nascosto.
Nel silenzio
solo un canto d'amore
proverà a salvarci.
Io aspetto il tuo.
                                            Tonino Colloca

lunedì 30 luglio 2012

TRE PENSIERI

Dal libro "Era di luna piena"
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SULL'ALTALENA DONDOLO ANCORA

Sull'altalena dondolo ancora
pensieri  da poeta
e mi illudo di dimenticare
lunghi calici sempre più vuoti,
acqua che non può più dissetare,
silenzi imposti e non rispettosi,
anime in cerca di conforto
che,a piedi scalzi,
danzano al sole.
Ma non trovo
nemmeno un verso
che possa soffocare
il lurido mondo
dei tanti bastardi,
sempre vivi,sempre più vivi.
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MENDICANTE

Mendicante
mi trascino
in giorni
senza storia,
come fosse
l'ultima ora.
In attesa
della grande strega
la mia anima,
inquieta,
cerca quella mano
bambina
che carezzava
la luna,
e che oggi
mi vive
in una poesia
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SOGNAVO AQUILONI

Sognavo aquiloni
e mi ritrovo
briciole di libertà,
sorrisi spenti di bambini
racconti di guerra
e giorni di carnevale.
Senza emozioni
Sognavo amore
e mi ritrovo
spezzoni di sesso
dentro bolle di sapone

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                           Tonino Colloca

domenica 29 luglio 2012

COME LE FUGHE NOTTURNE

Dal Libro "Era di luna piena"
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COME LE FUGHE NOTTURNE

Come le fughe notturne
di gatti innamorati
più non mi appartengono
i tuoi continui giochini.
Cercherò una via per uscire
dalla tua superficialità
e senza l'ambigua tenerezza
del tuo sussurrato addio
sigillerò le fenditure del dolore.
Ci saranno ancora tanti giorni
per piangere,altrettanti per capire.
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Tonino  Colloca

martedì 24 luglio 2012

IL DRAMMA DI UNA RINUNCIA

DAL LIBRO "TI AMO"
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....non posso,e non voglio,trascrivere sul blog tutti i pensieri del libro...tu mi dici che sarebbe opportuno far leggere la pag 43 perchè...potrebbe servire a tante ed a tanti per capire che spesso la rinuncia,in amore,può essere un dramma.Tu dici? Avessi ragione!
Eccola,comunque,o meglio ECCOTELA:
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RIFLUISCE NELLA MEMORIA

Rifluisce nella memoria
il ritmo di una melodia
che mi danza in un singhiozzo.
Era cenere l'ansia
che premeva sul cuore
pennellando di grigio l'azzurro
in un paesaggio che rimpiango.
Nel silenzio di una chiesa
mi ritornavano genuflesse le tue parole
ed oggi piange quella nube
che faceva barriera ad una tempesta
di sabbia polvere e pietre.
Nel riposo di una sconfitta,
fra tante croci,spazia lo sguardo
e sul Crocefisso raffiora,
di te,un ricordo polverizzato
da voci che mi urlano in corsa.
Cerco un canto di poeta
e mi perdo nell'eco di parole
falciate sulla gola
da una pietosa carezza.
Chiudo nel tuo abbraccio
una raccolta di vento
per cavalcare un destino diverso
e lasciare al tuo cuore
il peso di questa commedia
e al tuo cervello versiu di sangue
perchè un giorno possa capire
il dramma di una rinuncia.

Tonino Colloca

NB.Ma quando si riesce a capire,purtroppo,è sempre troppo tardi!

SCALPITA NEL PETTO UNA FORTE EMOZIONE

Dal libro "TI AMO"
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SCALPITA NEL PETTO UNA FORTE EMOZIONE

Scalpita nel petto una forte emozione
e palpita una malinconia senza idee
che mi porta ad attraversare le strade
quasi sempre ad occhi chiusi.
Andrò sull'arcobaleno
per aprire la valigia di cartone
che conserva i miei regali di fantasia.
Per te ho riservato,
con una fetta di cielo
il mio nome invecchiato,
con i resti della speranza
la mia allegria,
con una tela azzurra
pigmenti di un quadro incompiuto,
con due cani liberi
sentieri da percorrere
e con strida di gabbiani
i compleanni che rimangono.
Poi scenderò sul ciglio della strada
per adagiare la mia stanchezza.

Tonino Colloca

lunedì 23 luglio 2012

UNA SERATA PER NATUZZA

SERATA PER NATUZZA EVOLO
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E' in preparazione (mese di Ottobre-Novembre 2012) una SERATA per aiutare la FONDAZIONE CUORE IMMACOLATO DI MARIA RIFUGIO DELLE ANIME-
Questa Fondazione è stata voluta dalla mistica Natuzza Evolo ed ha sede a Paravati di Mileto (Vibo Valentia)...I lavori ( Chiesa,Casa di riposo etc..vanno avanti) proseguono per realizzare la VILLA DELLA GIOIA ma c'è ancora bisogno di aiuto.
Per questo,dopo la bella serata con Pippo Franco ed Angelica Sepe,spero che tutti gli amici mi diano una mano per contribuire,insieme,a realizzare il grande sogno di Mamma Natuzza-
Aspetto una Vostra chiamata ed anche la serata la concepiremo insieme e,certamente,SAREMO AIUTATI__

Mamma Natuzza ,nel regalarci i Cenacoli, (regolarmente riconosciuti dalla Chiesa con Decreto nr 4/99/d da parte del Vescovo di Mileto il 22 Febbraio 1999) CI HA INSEGNATO a pregare,all'inizio di una nuova giornata, la Madonna, nel seguente modo:

" O Vergine Maria,Madre di Gesù e Madre mia dolcissima,sono quì ai tuoi piedi mentre sorge un nuovo giorno,un altro dono del Signore.A Te che mi vieni incontro affido tutto ciò che ho e sono. Io sarò Tuo nella volontà,nel pensiero e nel cuore.Purifica,o Mamma,iul mio cuore. Benedici e santifica ogni intenzione,previeni e accompagna anche le mie piccole azioni con la Tua ispirazione Materna.Rendimi santo,o Mamma buona,Santo come Gesù mi vuole e come il Tuo Cuore mi chiede e ardentemente desidera. Io Ti appartengo,sono tutto Tuo e da Te aspetto ogni consolazione. Nel Tuo cuore metto tutto il mondo.SALVALO!Amen "
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Oggi si prega di nascosto,si ha quasi vergogna! Non abbiamo capito che tutte le nostre corse sono stupide,che tutti i traguardi terreni sono provvisori,non sappiamo più volerci bene ed abbiamo assunto il danaro come unico scopo della nostra esistenza-
Siamo diventati imbecilli,schiavi di un materialismo che ci ha consumato cuore ed anima!
Non ci soffermiamo più su figure,come la mistica Natuzza Evolo,che hanno,giorno dopo giorno,offerto a noi l'opportunità di comprendere i veri valori.
Figure che ancora esistono,in tutto il mondo,ma che noi pensiano siano dei pazzi,senza avere nemmeno il dubbio che potrebbero avere ragione loro.
Ed è per questo,e per tante altre schifezze che ci stanno attorno,che spesso ci vergogniamo di entrare in Chiesa o dire,liberamente,una preghiera.
Non posso dimenticare un signore, in treno,che nascondeva,sotto la giacca,la coroncina del Rosario e alla mia richiesta di delucidazioni mi ha risposto " Lo sa che mi vergogno".
Capite bene,ci si vergogna di dire,in pubblico,il Santo Rosario ma si è fieri di tutte le porcherie che vediamo,ogni momento,in casa,per strada,sui giornali,sulle televisioni!
E'veramente bella la preghiera che ci ha regalato Mamma Natuzza,facciamone tesoro senza per questo sentirci "bigotti"ma con la speranza di ritornare persone normali.

domenica 22 luglio 2012

Quel treno partito dal Sud

DAL LIBRO "ERA DI LUNA PIENA"
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QUEL TRENO PARTITO DAL SUD

Quel treno partito dal Sud,
trasportava resti di vita
di uomini in cerca di libertà.
Odorava di miseria l'ansia
e bimbi,con occhi smarriti,
piangevano per un viaggio
che non avevano chiesto.
Attraversando colline deserte
che non respiravano verde,
veloce,si alternava il paesaggio
tra bestemmie e lamenti.
Noi,amanti clandestini,
eravamo nel tunnel della paura.
Della nostra tragicommedia
fluttuava solo dell'ipocrisia
mentre tu,Pinocchio di carne,
con sguardo sadico e furbo,
mi sussuravi parole d'amore.
Io mi nascondevo al mondo
e,con la mano nella tua,
goffamente,fingevo di crederti.
Solo per un copione già scritto
esternavamo entusiasmo
per una camera d'albergo
che,a notte inoltrata,
ci avrebbe offerto,a pagamento,
una tessera di amanti.
L'alba,senza un copione,
ci svegliò stranamente felici
e liberi,come quegli emigranti
di quel treno partito dal Sud.

sabato 21 luglio 2012

ORA CHE I TUOI GIORNI VIVONO ALTRE TERRE

DAL LIBRO "TI AMO"........

ORA CHE I TUOI GIORNI VIVONO ALTRE TERRE

Ora che i tuoi gioni vivono altre terre
dovrei affogare questa storia nel rimorso,
intrecciare alle ombre la mia ombra
e,sul palcoscenico dell'anima,
far cessare questa commedia che mi soffoca.
Dovrei attraversare la mia gola
e recitare ad una platea vuota
col tuo fantasma seduto all'ultima fila
ed un sogno che sanguina in poltrona,
dovrei rendere meno lunga la strada
che porta alle tue labbra,
dovrei avere paura di concerti notturni
e delle mie mani che vibravano sul tuo corpo
quando da te bevevo giovinezza,
dovrei non trascinarmi più nella palude
che uccide passeri esogni,
dovrei cercare un duello con Eolo
che spettina i pini lungo il viale,
dovrei ovattare le mie orecchie
nel mare che urla pazzo d'amore,
dovrei trovare il coraggio
di uccidere il tuo fantasma
piangente in fondo alla platea,
dovrei non trascinarmi nel temporale
ma conservare l'ultima recita
di questo teatrino della vita.
Dovrei invece aspettare la fine
di questi giorni di solitudine e penombra
perchè allora tu sarai solo vento.
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............un particolare ringraziamento al regista Enzo Milioni che,portandola in teatro,oltre a farmi emozionare con una recita superba ha segnato una data che,misteriosamente,è stata Inizio e non Fine ed il vento è stato un vento caldo.

venerdì 20 luglio 2012

CONFUSA IN UNA TRISTE BELLEZZA

DAL LIBRO "TI AMO"
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CONFUSA IN UNA TRISTE BELLEZZA

Confusa in una triste bellezza,
dove risplende dell'Orcia la valle,
anticipando la mia volontà,
in una notte di luna
mi offrivi il tuo e mio sogno.
Io,respirando profondità mai raggiunte,
con la voce dell'anima,
tra sentieri ed alberi,
ti regalavo la mia stella.
Oggi che percorri altra strada
sfuggono al tuo giuramento
i due cani innamorati,
un dolce silenzio,tanta luce
e passeggiate di serenità
nell'aria profumata di bosco.
Nel sipario che si chiude
io stringo un portachiave di legno
che vive agonizzante l'attesa
e tu guardi un cane finto
che ride con la pancia al cielo.
Piene di labbra e capelli
le mie dita,come terra calda,
lasciavano al destino
il peso degli anni
ed a te d'accendermi il sangue.
Ora non voglio pietà
nelle carezze rubate agli intervalli
se chiuso tra braccia stanche
non sento viva la tua mano
che mi ripara dal freddo.
Non mi rimane che chiudere gli occhi
e tra angeli profumati d'incenso
volare in un cielo azzurro
per ritornare tra i nostri sentieri.
Non troverò il cinghiale bianco
o la notte che germoglierà aurore
ma nessuna legge mi potrà vietare
di stringere al nostro passato
un quadro dipinto a due mani.
Ma prima di sparire nei miei giorni,
che hanno l'addio negli occhi
e l'umidità dei crisantemi nel sonno,
vorrei trovare la giusta poesia
per perdermi in un canto di pace
svelando il mistero dei sogni.
Vorrei confezionare,per te,ancora un bacio
rotolando nel sangue dell'ultima primavera
e poi andare via senza voltarmi.


  tonino colloca

mercoledì 18 luglio 2012

MIA TERRA DI CALABRIA

MIA TERRA DI CALABRIA
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SERA D'AGOSTO

Sera d'agosto
nei ritorni,
nel primo bacio
sotto l'ulivo,
che si allunga
sul Tirreno
per poi tuffarsi
nel mare di Sicilia.
Ora due passerotti
cinquettano amore
sulla soglia
del mio sguardo
ed io non posso
e non voglio
dimenticarti
mia terra di Calabria.
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ALLA MIA TERRA DI SOLE

Alla mia terra di sole
m'inchioda la nostalgia
di un tetto di paglia,
una processione di formiche,
il riposo di un gatto
nell'incavo di un albero
e notti di stelle sul mare.
Alla mia terra di sole
m'inchioda il sangue
che mi ha dato la vita.
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SUL MARE DI CALABRIA

Sul mare di Calabria,
appena giorno,
l'onda diventa
tenera amante.
Già a riva,
a braccia aperte,
rotola la passione,
che nella sabbia muore
quando ti lascia il sole.
Sul mare di Calabria
sono attimi da cogliere
e poi aspettare la notte
perchè la luna è più luna
di tutte le lune del mondo
--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------                                     Un abbraccio a Maria Pia,a tutte le amiche e gli amici Calabresi e non.

A PROPOSITO DI POESIA

A PROPOSITO DI POESIA

Girovagando nel mio passato,ho trovato una pagina di appunti sulla Poesia che mi ha riportato ad un Convegno fatto in Toscana che ha lasciato,in tanti,dei segni significativi,ovviamente nel loro percorso letteario. Ero relatore ed avevo posto al centro dell'incontro la frase di Goethe vecchio che affermava:
"QUANDO SI HANNO DELLE COSE DA DIRE SI DICONO IN PROSA;E'QUANDO NON SI HA NULLA DA DIRE CHE SI SCRIVONO POESIE"
No vi tedio con quello che è successo tra le due fazioni dei pro e dei contro;pensate ad un Convegno politico di oggi,è successo di più.
Avrei piacere di riproporla oggi per capire se quel clima,nel mondo della Poesia,è cambiato!
Può essere sempre SORPRENDENTE l'affermazione fatta da chi ha scritto tantissime poesie per tutta la sua vita?Oggi la Poesia rimane ancora estranea al comandare,al persuadere,all'indurre,al dimostrare? Ha trovato il modo per imporsi uscendo fuori da quell'autorità istituzionale letteraria che spesso evoca o che rivive adempiendo un rituale cerimonioso?
Ancora oggi la poesia tutta privata riesce ad entrare nella coscienza collettiva,a superare un linguaggio individuale,ad evere un codice poetico?
La Poesia è sempre una ninfa incantatrice che non ha patria,o, se ce l'ha, è ignota e oscura?
Il poeta oggi è POETA o solo uno strumento perchè,per tornare a Goethe,non ha nulla da dire?
Sono tanti gli interrrogativi che io ho voglia di riproporre (con l'aiuto di amici penso di farlo in breve tempo) insieme, magari, a cercare di dare uno risposta al grande Uomo-Poeta AntonioServenti ( morto poverissimo e con 5 persone ad accompagnarlo nel suo ultimo viaggio) che puntò il dito nei confronti di "QUELLI CHE SI SIEDONO DIETRO UNA SCRIVANIA E PISCIANO UNA POESIA A COMANDO"
Oggi,come allora,desidererei trovare amici che ,comunque e sempre, credano che,Neruda docet, l'unico modo per ricevere in dono la Poesia sia di non cercarla,ma di aspettare che sia lei ad arrivare a noi.

Tonino Colloca

martedì 17 luglio 2012

POESIE

Dal libro "Ti Amo"
     
Ho steso sulla pelle                                

Ho steso sulla pelle
paesaggi d'amore
perchè per amare
esiste un solo modo
ed è amare
ed è odiare
per amare di più
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Tesoro mio

Tesoro mio,
tu sei ritmo
che folleggia i miei pensieri,
sei canto in sintonia
che rifulge nell'amore,
sei riverbero di sole
che inonda luce,
sei archivio di sensazioni
dentro una conchiglia,
tesoro mio,
sei messaggero di libertà
che trasporta tenerezza
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La mia vita è come malattia

La mia vita  è come malattia
che aspetta un suono
per non cadere nell'oblio
di una vecchia canzone.
Chiusa in una clessidra,
che segna tempo di memoria
in corsie di sorpasso,
senza di te,amore,
tristemente si capovolgerà
regalandomi lunghe attese
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Dal Libro "Era di luna piena"

Impaziente

Impaziente
aspetto che le tue labbra
cercano le mie
e poi,
come serpente,
sul tuo corpo nudo,
brucerò la mia passione.
Tu
non parlare,
ti prego,
ma ascolta la mia anima
che cerca la tua.
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Ti sei offerta

Ti sei offerta
bocciolo di dolcezza,
cuore di cuore,
carezza di carezza,
respiro di respiro.
Il tuo corpo,
l'Universo,
prateria di tulipani,
cielo di cielo.
Aspettammo la luna
folli d'amore.
E presto fu primavera.
E diventammo Uno.
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Ora sei

Ora sei
dentro il mio sguardo,
nelle pagine
della mia vita.
Riempi il tuo cuore.
Ora sei
dentro le mie emozioni.
Un passo ancora
e troverai
il mio sangue.
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   .........E questo è l'ultimo figlio nudo

     E poi dicono che la vita non è bella

Gli sguardi si muovevano
nella paura di forzare
dei passi tanto desiderati,
di correre oltre la montagna
fatta di misteri incomprensibili,
la paura di rompere la costruzione
nata mattone su mattone.
E poi all'improvviso un bacio
frantumato sul nascere
ma pur sempre dentro
uno straordinario prisma di luce.
E poi dicono che la vita non è bella
se oltre noi due anche le foglie
erano aperte ad un'altra estate.
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mercoledì 11 luglio 2012

Parole in libertà

Amore è dare un sorriso, un cielo, una speranza, una mano, una luce, una luna, una parola, una dolcezza, un mare, una montagna, un cielo, una lacrima, un passato, un futuro...

ma si troverà l'anima capace "a prendere" tutto?

Amore nei ricordi, nei tradimenti, nei ritorni, dentro il chiuso di una macchina, dentro un ti amo detto con paura, in soffitta, in mansarda, davanti ad un caminetto, al freddo, al caldo, sotto la pioggia, al sole, con la neve, in chiesa pregando, tra la gente

ma c'è l'anima capace di accettare e capire?

Amore su un treno, aereo, sotto le lenzuola, sopra le lenzuola, sul divano, dopo una lite, in un luogo di mistero, giocando a dama, a scacchi, senza una libertà, masturbando l'intelletto, senza capire nulla, nel vuoto, sulla riva di un mare, di un fiume, di un lago

ma c'è l'anima che non ti pone domande?

Amore sfiorandosi, unire due in uno, nel silenzio, nella speranza, nella tempesta, nel corpo e col corpo, nel cervello e nel sangue, con le mani, coi piedi, coi ventricoli, nei sogni al buio ed in quelli ad occhi aperti, nei passi veloci della vita, negli occhi che si cercano, con le labbra che si uniscono, con passione e fuoco, con la dolcezza di un tramonto, nella conchiglia dell'alba

ma c'è l'anima che sa chiudere gli occhi ed entrare dentro la tua vita per diventare unico arcobaleno?

...Se ci sarà, sentirai bussare ed una voce ti dirà "ECCOMI", potrai allora chiudere il sipario.

Tonino Colloca

martedì 10 luglio 2012

A proposito del premio

Sono entrato alle dieci nella sala 11 del complesso Cineland di Ostia Lido, dove per le ore 21, avrei dovuto mettere ordine alla presentazione della 41° edizione del Premio Internazionale Città di Ostia.

Alle dieci del mattino già aleggiava, in quella sala vuota, il pensiero dei tanti personaggi che si sono, via via, alternati in un susseguirsi di poesia, prosa, musica e quant'altro possa avere attinenza con la cultura considerata in senso lato.
Io li sentivo dentro.
Sentivo dentro le varie voci, quelle voci che, nel tempo, man mano hanno raggiunto straordinarie mete, straordinari traguardi ed altri il cui sogno è finito subito dopo la loro esibizione.

Rossella Drudi, Manuela Morabito, Antonello Piscolla
Sono momenti che, per un organizzatore, rappresentano quello che impropriamente gli studiosi di paranormale dicono che si provi nel momento della morte, cioè vedere un tunnel e lontano una luce dove ti aspettano le persone care per prenderti per mano ed accompagnarti nel luogo predestinato. Non vi sembri strano, ma quello che io, ogni anno o meglio, per ogni preparazione di ogni evento importante, provo dentro aspettando che si presenti proprio quel qualcuno ad offrirmi il conforto necessario ad attraversare quelle ore che, nella fattispecie, ti portano dalle dieci del mattino alle ventuno di sera.

Queste ore, sono passate velocemente perché ho avuto la consapevolezza che mi aspettava una serata diversa, ho avuto la consapevolezza che i nomi dei premiati avrebbero creato il pathos giusto, perché gli invitati potessero non pentirsi di trascorrere un caldo sabato di giugno nel chiuso di una sala di Cinelad anziché sul lungomare di Ostia. Erano esattamente le 23:26 quando, con "la libertà" di Giorgio Gaber, si chiudeva questa edizione del premio, e si chiudeva soprattutto con le cinquecento persone circa che non si erano mosse dalla sedia, quasi incollati alla poltrona dal susseguirsi di emozioni create da tutti gli amici che si sono alternati sul palcoscenico. Potrei citarli tutti, uno ad uno, ma ho in mente in questo momento il video, per esempio, di Rossella Drudi nel quale afferma nell'intervista che è quasi normale uccidere una formica, o meglio, al suo intervistatore pone la domanda: è meglio uccidere una formica o un essere umano?

Tonino Colloca, Beppe costa, Antonello Piscolla
E perché, tra tanti video, mi è rimasto impresso questo? Perché da una vita io sostengo che camminando per una strada di campagna, dinanzi ad un corteo di formiche, se una persona le evita, quella persona è un poeta. Questo ricordo, non stigmatizza certamente il pensiero della Drudi, ma ha fatto riaffiorare in me, il pensiero che magari la poesia è cosa diversa da quello che può essere il cinema di cui la Drudi, nella sua veste di sceneggiatrice, è una delle massime espressioni.
Tra gli altri Beppe Costa, ma non il video in particolare o la sua eccellente recita, ma la sua salita sul palco. C'erano da percorrere cinque scalini, io ero lì vicino, l'aspettavo e l'ho visto salire velocemente come se fosse spinto da una forza esterna e poi, sul palco, qualcuno dalla regia ha improvvisamente spento tutte le luci... e Beppe doveva leggere. Ha cercato di perdere tempo dicendo "spero che mandiate quel mio brutto video", ma poi, come uomo che si scansa vedendo un corteo di formiche, ha tirato fuori dalla tasca una piccola pila e si è messo a leggere.
Questo significa essere previdenti? No, significa essere poeti.

Non saprei cosa dire di più e ci sarebbe tanto da dire.
E' andato tutto bene? Oltre ogni previsione, non solo per le cinquecento presenze, ma anche e soprattutto per quello che si leggeva sul volto di tutte le persone.

Chissà, un giorno riusciremo anche a entrare nei cuori?
La tecnologia certamente non ci riuscirà mai, dobbiamo credere e sperare in altro. Ora vi debbo salutare mettendo nel mio archivio (quello che è sempre vivo) tutto di questa straordinaria serata perché, alla mia porta, bussano già gli amici che saranno gli attori della seconda serata di questo premio che si svolgerà sempre qui a Ostia, nel prossimo mese di ottobre.
Sarà una serata dedicata interamente alla poesia: "Italia, Italie, Italia".

Tonino Colloca